Il ceto medio è un po' come il mostro di Loch Ness: tutti ne parlano, ma nessuno riesce a trovarlo.
Alle prime notizie che si sarebbe riaumentata al 43% l'aliquota sui redditi oltre i 70.000 euro lordi annui, poi divenuti 75.000, è stato subito uno stracciare di vesti: si espropria il ceto medio! Macellai sociali! Assassini! Allora, tanto per cominciare va chiarita una cosa, che non tutti sanno ed è assai importante: il 43% non si applica a tutti i 75.000, ma alla porzione di reddito superiore ai 75.000. Cioè: sui primi 15.000 euro paghi il 23%, tra i 15.000 e i 28.000 il 27%, e via dicendo. Tutto questo si traduce nel fatto che il massimo aggravio annuo sarà di 1.780 euro per redditi oltre i 100.000 euro lordi. Insomma, una bottiglia di champagne in meno.
Per i famosi 70.000, considerati "soglia" del ceto medio vi sarà un aggravio di 680 euro l'anno, cioè 46.630 euro netti anziché 47.310. 3.886 euro al mese invece di 3.942. Ora, uno che guadagna 3.886 euro al mese non credo proprio si possa lamentare. Cioè, in linea teorica sì, il 40% e più di tassazione son tanti, ma per tutta una serie di ragioni che vedremo dopo, in pratica, no.
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